Il lino: origine e proprietà di un tessuto pregiato ed ecologico.

Tutti conosciamo il lino ma forse non tutti sappiamo che, oltre ad essere un tessuto nobile e pregiato, si guadagna anche il titolo di fibra più antica del mondo. 

È un tessuto con una lunga storia: dalle bende usate in origine dagli egizi per rivestire le mummie, infatti, ne ha fatta di strada!

È sopravvissuto e si è evoluto nel tempo, arrivando a guadagnarsi ancora oggi un posto di diritto nei nostri guardaroba.

È un tessuto dai mille pregi e dai pochi difetti che vanta moltissimi impieghi, e non solo in ambito tessile. E siamo sicure che vi sarà capitato, almeno una volta, di sentir parlare di lino. Anche solo per averci condito un’insalata o perché è l’ingrediente del vostro shampoo preferito.

Niente di più normale, perché per le sue grandi proprietà viene sfruttato nei settori più disparati: il settore alimentare, cosmetico e farmaceutico sono solo alcuni dei molti esempi che potremmo citarvi.

Quindi, viste le premesse e visto che ancora oggi continuiamo a parlarne, vale la pena approfondire per capire cosa rende questa fibra così nobile e pregiata.

E per farlo cominciamo dalla domanda alla base di tutto:

Cos'è il lino e come si produce?

Il lino è una fibra naturale di origine vegetale

Tutto ha origine da una pianta: questa fibra, infatti, si ricava dal fusto della pianta del lino ed è composta per circa il 70% da cellulosa.

Ma, prima di scoprire come si produce, è doverosa una premessa. 

Poco fa dicevamo che il lino è un tessuto che trova il suo impiego in vari ambiti. 

Ebbene, sappiate che in base al prodotto che si vuole ricavare (olio, fibra, semi, …) viene lavorata una parte differente della pianta (il seme o il fusto). 
Questo fattore incide molto su tutta la coltivazione, che necessita di attenzioni mirate se si vuole ottimizzare al massimo la qualità di ogni specifico prodotto finale.

 👉🏼   Se la pianta si raccoglie prima della sua maturazione: la qualità della fibra sarà alta ma quella dell’olio sarà inferiore;

👉🏼  Se la pianta si raccoglie dopo la sua maturazione: l’olio sarà di buona qualità ma a risentirne sarà la qualità della fibra, che risulterà più grossolana.

Esistono, dunque, diverse tipologie di pianta di lino che vengono coltivate (con tempi e modalità differenti) in base alla destinazione d’uso. E in particolare le più diffuse sono due:

  • lino da seme: una varietà bassa e con molti rami usata per ricavare semi e olio, ad esempio per il settore alimentare (più rami = più semi);
  • lino da tiglio: una varietà alta, snella e poco ramificata usata per ricavare la fibra per la creazione del tessuto (più alta e snella è la pianta, più sarà lunga la fibra ricavata dal fusto).
 

E siccome noi siamo qua per parlare di tessuti…

… Fatta questa distinzione, è arrivato il momento di rispondere all’unica vera domanda che ci interessa:

Qual è il procedimento che trasforma questa fibra in un tessuto vero e proprio?

Come ogni fibra, anche il lino è sottoposto a diverse lavorazioni che proveremo a riassumere in pochi punti:

  1. la pianta viene estirpata (spesso con le radici) per ottenere la lunghezza massima della fibra;
  2. viene poi separata dai semi e da tutto il materiale estraneo;
  3. gli steli vengono fatti macerare per sciogliere le sostanze gommose così da degradare la parte legnosa;
  4. una volta asciugati gli steli, la parte legnosa della pianta verrà eliminata e la fibra di lino verrà liberata. Le fibre più lunghe vengono separate da quelle corte e così saranno pronte per la filatura.
 

Non dimentichiamoci, però, degli scarti di lavorazione. 

Infatti, durante questo ciclo produttivo, nulla viene buttato e tutti gli scarti di fibre corte (chiamati stoppa) vengono recuperati e impiegati per la realizzazione di corde, spaghi, carta e articoli simili. 

Inoltre, così come avviene per tutte le altre fibre, anche il lino viene sottoposto a diverse lavorazioni volte a migliorarne l’aspetto e le proprietà che, nel caso specifico di questa fibra, sono moltissime.

E qui sorge la seconda grande domanda che ci interessa: 

Quali sono queste caratteristiche che rendono il lino così pregiato? E a cosa dobbiamo fare attenzione quando acquistiamo un capo realizzato con questo tessuto?

Le proprietà.

Iniziamo con il dire che il lino è un tessuto versatile e dalle mille proprietà (che trovate riassunte nella grafica qui sotto).

Impiegato in vari settori, è vero, ma anche solo rimanendo in ambito tessile è usato e consigliato per gli usi più disparati: il suo essere antimicrobico, ad esempio, lo rende adatto non solo all’abbigliamento ma anche alla biancheria da letto, a quella da bagno e a tutto l’arredamento in generale.

E i suoi mille impieghi variano principalmente in base alla finezza della fibra.
Più la fibra è fine, più sottile sarà il filato che se ne ricava e, di conseguenza, il tessuto.
Questo ci porta a classificare il lino in 3 tipologie:

  1. Lini fini: pizzi, merletti,..
  2. Lini mezzani: lenzuola, abbigliamento, asciugamani,…
  3. Lini grossolani: tovaglie, strofinacci,…
 

Tra le altre sue principali caratteristiche c’è il fatto che riesce a tenerci compagnia tutto l’anno, grazie alla sua grande capacità di termoregolazione: il lino, infatti, ci tiene freschi in estate e caldi in inverno.

E, come se non bastasse, è un tessuto di facile manutenzione. Pregio da non sottovalutare, se pensiamo alla facilità con cui si rovinano invece alcuni tessuti delicatissimi come la seta.

[ Clicca sulla scheda per ingrandire e scoprire tutte le caratteristiche della seta ]

🔎  Lo sapevi che:
il lino, grazie alle sue grandi proprietà isolanti, viene impiegato anche nell’edilizia come isolante naturale (sia termico che acustico).

Manca ancora una caratteristica all’appello, che è il fiore all’occhiello di questo tessuto.

Il lino è amico dell'ambiente.

Eh sì. Il lino, così come la canapa, è una fibra ecologica.

Cosa vuole dire?

Vuol dire che è una fibra con un impatto ambientale minimo.

Non solo: la sua coltivazione ha anche effetti positivi sull’ambiente (contribuisce, ad esempio, a ridurre le emissioni di anidride carbonica).

Rispetto ad altre fibre, come il cotone, non necessita di tanta acqua (quella piovana è sufficiente) e l’uso di fertilizzanti è ridotto al minimo (del tutto eliminato, invece, se parliamo di agricoltura biologica). 

E oltre a questo non produce scarti perché la pianta, una volta raccolta, viene sfruttata in tutte le sue parti ricavandone oli, semi, vernici e tanto altro.

In conclusione, possiamo dire che il lino è un materiale sostenibile in tutte le sue parti

Le certificazioni.

Vi abbiamo già raccontato di quanto siano importanti le certificazioni. 

E, anche nel caso del lino, ce ne sono alcune che ci garantiscono una estrema qualità. 

Oltre alle più generiche GOTS e OEKO-TEX STANDARD 100, infatti, esistono 2 certificazioni specifiche per il lino: European Flax e Master of linen.

Due certificazioni che danno al consumatore una garanzia di qualità 100% made in Europe oltre che il rispetto di standard ambientali e sociali. Vediamole:

European Flax

  • Garantisce che la fibra di lino proviene da coltivazioni europee che rispettano determinati standard: no alle irrigazioni, no all’utilizzo di OGM, rotazione delle piantagioni, un uso ridotto di pesticidi e fertilizzanti, macerazione naturale nel campo, nessuno spreco, …);
  • la produzione della fibra avviene nel rispetto delle regole dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro;
  • garantisce la tracciabilità lungo tutta la filiera.
 

Solo i prodotti contenenti più del 50% (incluso) di lino certificato possono essere etichettati con il logo European Flax.

Certificazione lino_European Flax_logo
Per maggiori informazioni: news.europeanflax.com

Master of linen

  • Ci garantisce una tracciabilità lungo tutta la filiera, dalla coltivazione della fibra passando per la filatura, fino ad arrivare al tessuto finito;
  • ogni fase della produzione deve avvenire in Europa;
  • eccellenza di lavorazione;
  • emissione di carbonio minima;
  • una produzione sostenibile di lino 100% certificato European Flax.
Certificazioni lino_Master of Linen logo
Per maggiori informazioni: centrocot.it

Seguici sul nostro account Instagram per scoprire le curiosità e le tips per riconoscere, indossare e conservare i tessuti!

discover more about: , ,
Share on pinterest
Share on facebook
Share on twitter
Share on email

YOU MIGHT ALSO LIKE:

Chanel N°5: storia e curiosità del profumo eterno che compie 100 anni!

le Certificazioni

Certificazioni e moda: cosa sono e come riconoscerle.

La seta.

La seta: cos’è, come si produce e quali sono le sue proprietà.

EN