Certificazioni e moda: cosa sono e come riconoscerle.

“Chissà da dove arriva il mio vestito!”

Il vestito che sto indossando è davvero sostenibile?


Probabilmente, soprattutto se siete consumatori attenti, vi sarà capitato di porvi domande come queste di fronte ai vostri acquisti. 

Sono dubbi leciti, ma che non sempre trovano una facile risposta perché il sistema produttivo che sta dietro ai nostri guardaroba è molto complesso.

In effetti, le persone coinvolte nella realizzazione di un capo sono molte, più di quante riusciamo ad immaginare, così come tante sono le fasi del processo produttivo e le fabbriche coinvolte.

E spesso diventa difficile capire tutto quello succede all’interno di questa lunga filieraquali sostanze vengono impiegate, quali sono le condizioni dei lavoratori e qual è l’approccio verso l’ambiente e, in alcuni casi, verso gli animali. 

Certo, il mercato ci offre prodotti che riportano diciture come “biologico”.
Ma è davvero sufficiente? È difficile basarsi sulla parola o sulle autodichiarazioni delle aziende, viste le operazioni di greenwashing che spesso si incontrano all’interno dell’industria moda.  


E così, spesso restiamo con tantissime domande e poche risposte.

Come possiamo capire se un brand ha un impegno di facciata o un concreto e pratico approccio sostenibile?

O se il produttore da cui stiamo comprando tiene conto di queste problematiche?

In questo articolo, ci vogliamo soffermare su un indizio che può aiutarci a fare un po’ di chiarezza.

Un indizio del quale possiamo andare a caccia quando facciamo acquisti.

 

Le certificazioni: cosa sono?

Se osservate bene l’etichetta di un capo o la sezione dettagli di un e-commerce potreste imbattervi in informazioni importanti che è bene imparare a riconoscere: le certificazioni.

A volte le troviamo sotto forma di un logo, altre volte ancora vengono menzionate online. In qualsiasi caso, la loro presenza indica che il prodotto che abbiamo di fronte rispetta dei rigidi parametri qualitativi.

Ne esistono moltissime e i requisiti variano da una certificazione all’altra.
E non conoscendone il significato, magari le ignoriamo senza sapere che ciò che abbiamo di fronte sono informazioni utili che possono fare la differenza nella scelta di un prodotto piuttosto che un altro.

Generalmente garantiscono l’utilizzo di materie prime di qualità, e in alcuni casi il rispetto di parametri non solo ambientali, ma anche etici. 

E sono sempre sinonimo di garanzia e trasparenza.
Perciò conoscerle ci permette anche di scegliere quei brand o quei prodotti che rispecchiano le nostre necessità e sposano i nostri valori.

Come funzionano?

Le certificazioni sono rilasciate da enti o associazioni che dichiarano che il prodotto che stiamo acquistando rispetta determinati requisiti di qualità.

A essere sottoposti a controlli spesso non sono solo il prodotto finito o la materia prima, ma anche tutte le attività di produzione intermedie in modo da garantire che certi requisiti siano rispettati in tutte le fasi della filiera di produzione.
Perciò, quando trovate le certificazioni potete esser certi di aver trovato un buon prodotto

Sono facoltative e le aziende non sono tenute a rispettarle o a esporle. 

Tuttavia, il consumatore sta cambiando e la fetta di mercato che richiede trasparenza sull’origine dei prodotti è sempre più ampia.

E vien da sè che diventa sempre più indispensabile per le aziende stare al passo con questi cambiamenti e agire sempre più concretamente come attori responsabili. Ecco perché scegliere di ottenere queste certificazioni, è un modo per il produttore di dimostrare il suo impegno verso queste tematiche.

Ma riuscirci non è una passeggiata: sono costose e anche difficili da ottenere perché le aziende che ne fanno richiesta sono sottoposte a rigidi controlli.

Proprio perché le certificazioni sono costose, non sempre i brand o gli artigiani più piccoli, seppur sostenibili, possono permettersele. Perciò, in questi casi, non limitatevi a cercare la certificazione ma provate a conoscere meglio la realtà che avete di fronte. 

Le più importanti certificazioni da conoscere.

Esistono tantissime certificazioni di vario tipo, ognuna con le proprie regole e sono in continuo aggiornamento. 

Cambiano da paese a paese e ognuna rispetta determinati criteri: perciò è facile perdersi.

Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere le più importanti in cui potreste imbattervi facendo shopping (… anche online!), divise per categorie così da orientarvi e destreggiarvi al meglio nei vostri prossimi acquisti.

Proprio perché le certificazioni sono molte e in continuo aggiornamento, continueremo ad aggiornare questo articolo-guida, così potrete avere un punto di riferimento sempre più ricco e aggiornato!

 

Partiamo con le due certificazioni più complete e più conosciute sul mercato: la GOTS (Global Organic Textile Standard) e la Oeko-Tex Standard 100

GOTS (Global Organic Textile Standard)

Una delle più usate e la più importante quando si parla di abbigliamento biologico, cioè di capi realizzati con fibre naturali provenienti da agricoltura biologica (le più diffuse sono lana e cotone).

Se un capo è di buona qualità, difficilmente manca all’appello.

Possiamo definirla la certificazione più completa del settore tessile dato che richiede standard elevatissimi non solo a livello ambientale, ma anche sul piano etico e sociale. 

Si basa su parametri molto rigorosi che devono essere rispettati durante tutte le fasi della catena di produzione. Ogni step deve essere certificato: dalla raccolta della fibra fino all’etichettatura del prodotto finito.

Decisamente una grande garanzia. Ma non è così facile ottenerla per le aziende, visti i numerosi aspetti da considerare:

  • il prodotto deve contenere almeno il 70% di fibre naturali provenienti da agricoltura biologica;
  • è vietato l’utilizzo di sostanze chimiche che possono essere portatrici di malattie pericolose (sono concesse solo sostanze chimiche a basso impatto);
  • sono previste norme restrittive sul trattamento delle acque reflue e esige procedure per ridurre il consumo di acqua ed energia;
  • è richiesto il rispetto di criteri sociali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (tra cui condizioni di lavoro sicuro, no alle discriminazioni, divieto di lavoro minorile).
 

Per maggiori informazioni: global-standard.org 

Gots logo certificazione

OEKO-TEX Standard 100

Una certificazione con un obiettivo preciso: tutelare la salute del consumatore dalle sostanze nocive presenti nei prodotti. 

Infatti, possiamo stare tranquilli che un capo certificato OEKO-TEX STANDARD 100 è stato sottoposto a rigidissimi controlli sull’impiego delle sostanze tossiche presenti al suo interno (molte di queste vietate, altre concesse nel rispetto degli standard imposti dalla certificazione).

Non solo. Se compriamo un vestito con la certificazione Oeko-Tex, non sarà solo il suo tessuto ad essere certificato, ma possiamo stare tranquilli che è stato sottoposto a controlli anche ogni elemento che lo compone (zip, bottoni, imbottiture, …).

L’analisi e i controlli delle sostanze chimiche impiegate cambiano a seconda della destinazione d’uso di un materiale o di un tessuto. 

Cosa vuol dire? Più il prodotto in questione sarà a stretto contatto con la nostra pelle, più rigidi saranno i parametri da rispettare.
Sulla base di questa prerogativa, Oeko-Tex ha diviso i prodotti in 4 categorie:

  1. Abbigliamento per neonati fino ai 3 anni
  2. Prodotti a stretto contatto con la pelle (biancheria intima, calze, biancheria da letto, …)
  3. Prodotti che non sono a contatto con la pelle (giacche, cappotti, …)
  4. Materiale decorativo (tende, tovaglie, …)
Standard100Oekotex_logo certificazione

Se avete la pelle sensibile o spesso soffrite di reazioni cutanee, questa è la certificazione che dovete ricercare nei capi che acquistate.

Per maggiori informazioni: oeko-tex.com

Certificazioni sul riciclo.

In questa categoria troviamo le certificazioni che puntano a promuovere una buona pratica di economia circolare: l’utilizzo di materiali riciclati.
Questi materiali vengono impiegati per realizzare sia i semilavorati (come i filati) sia i prodotti finiti che acquistiamo, riducendo così l’impiego di nuove materie prime, il consumo d’acqua e di energia.

RCS (Recycled Claim Standard)

Certificazione per prodotti che contengono almeno il 5% di materiale da riciclo certificato RCS, sia che si tratti di materiali riciclati pre consumo (scarti di lavorazione) o post consumo (che sono gettati dal consumatore) e che garantisce tracciabilità dell’intera filiera.

Potreste imbattervi in due loghi differenti. Questa certificazione, infatti, prevede due standard e cambia in funzione della percentuale di materiale riciclato presente all’interno. 

RCS 100_certificazione

Recycled 100: se il prodotto contiene dal 95 al 100% di materiale riciclato certificato

RCS Blended_certificazione

Recycle Blended: se il prodotto contiene tra il 5% e il 95% di materiale riciclato certificato

GRS (Global Recycle Standard)

Rispetto alla RCS, i prodotti per ottenere questa certificazione devono essere composti da almeno il 20% di materiali riciclati.

Inoltre, anche se parliamo sempre di riciclo, i parametri da rispettare sono di più: questa certificazione, infatti, garantisce al consumatore finale anche il rispetto di alcuni criteri ambientali e sociali per i diritti dei lavoratori e rigide restrizioni nell’impiego di sostanze chimiche. 

Come la certificazione RCS, invece, ci garantisce la tracciabilità e quindi il rispetto di questi criteri per tutto il processo produttivo (dai primi stadi di riciclo fino all’ultimo anello della filiera).

GRS_ logo certificazione

Certificazioni animal friendly.

Quando si parla di maglioni di lana, camicie di seta o piumini invernali, bisogna tener conto di una cosa importante: il rispetto di rigidi criteri che tutelino il benessere degli animali.

Esistono tante certificazioni che tutelano questi aspetti. Ve ne elenchiamo due che, oltre a garantire il benessere degli animali, garantiscono al consumatore una tracciabilità dell’intero processo produttivo, dalle aziende zootecniche fino alla manifattura dei prodotti tessili. 

RWS (Responsible Wool Standard)

Una certificazione che tutela il benessere delle pecore e l’impiego di buone pratiche per proteggere il terreno in cui pascolano, riducendo l’impatto ambientale.

Se il vostro maglione di lana riporta questa certificazione, significa che:

  • il prodotto contiene almeno il 5% di lana certificata RWS;
  • la lana utilizzata proviene da allevamenti in cui il rispetto e il benessere della pecora è tenuto in alta considerazione, lasciandola vivere nel rispetto delle sue libertà: una sana e corretta nutrizione, spazi adeguati e la possibilità di poter vivere senza dolori, ferite o paure.
 

Per maggiori informazioni: textileexchange.org

RWS (Responsible Wool Standard) logo certificazione

RDS (Responsible Down Standard)

Anche ciò che non vediamo richiede una certificazione.
Se siamo alla ricerca di prodotto animal friendly, non possiamo dimenticarci che anche i nostri piumini invernali possono contenere piume di origine animale nelle imbottiture.

Con questa certificazione possiamo stare sicuri che i prodotti che acquistiamo sono composti da piume di uccelli che provengono da allevamenti responsabili, nei quali gli animali non vengono sottoposti a dolori o sofferenze.

Se vi imbattete in questa certificazione, significa che contiene almeno il 5% di piume e piumino certificato (ma attenzione: solo i prodotti finiti che impiegano il 100% di piumini e piume certificate possono essere anche etichettati con il logo RDS).

Per maggiori informazioni: textileexchange.org

RDS_logo certificazione

Certificazioni per l'ambiente.

Organic Content Standard

Se leggete questa certificazione potete essere sicuri di due cose:

  • che il capo che state acquistando è composto da almeno il 5% di fibre naturali biologiche, ovvero prodotte secondo i criteri dell’agricoltura biologica (no pesticidi, …);
  • che è garantita la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera di produzione, dall’azienda agricola fino al prodotto finito.

Nel pratico sono due gli standard previsti da questa certificazione:

OCS_logo certificazione

Organic Content 100: quando vedrete questo logo significa che il prodotto che avete acquistato contiene almeno il 95% di fibre bio.

OCS Blended_logo certificazione

Organic Content Blended: per questa certificazione le percentuali variano dal 5% al 95% (escluso). 

Potete trovare questa certificazione su tutte le fibre naturali, siano esse vegetali o animali. Tra le più diffuse c’è sicuramente il cotone biologico.

Per maggiori informazioni: textileexchange.org

FSC (Forest Stewardship Council)

Quando si parla di fibre artificiali come viscosa o lyocell, parliamo di tessuti realizzati da cellulosa, spesso ricavata da foreste in via di estinzione. 

Esiste però una certificazione, la FSC, che può aiutarci verso una scelta più sostenibile e che si basa sul rispetto di due standard:

la certificazione della gestione forestale (FM)

  • protegge le foreste a rischio, garantendoci che i tessuti a base di cellulosa dei nostri capi derivano da foreste controllate e gestite in modo sostenibile e responsabile;
  • protegge i diritti dei lavoratori, delle comunità e delle popolazioni indigene;
  • è economicamente sostenibile (in merito alle operazioni di gestione forestale).
 

la certificazione della catena di custodia (FSC)

  • fornisce una tracciabilità completa lungo tutta la catena dalla foresta fino al prodotto finito. 
 

Esistono tre tipi di etichette:

FSC “100%” : la materia prima deriva al 100% da foreste certificate FSC;

FSC Misto: il prodotto contiene almeno il 70% di materia derivante da foreste certificate o da materiali riciclati e il restante da fonti controllate;

FSC Riciclato: la materia prima di cui è composto deriva solo da materiali di riciclo o di recupero.

Per maggiori informazioni: fsc.org

FSC_logo Certificazione

NOTA: questa è la certificazione da cercare se volete acquistare tessuti a base di fibre di cellulosa (come viscosa e lyocell). Comprende anche tutti i materiali di origine forestale (cartellini, packaging, cataloghi, …).

Certificazioni etiche.

Fairtrade

Questa certificazione ha una importante prerogativa: salvaguardare e migliorare le condizioni dei lavoratori per un commercio equo-solidale.

Nel tessile rilasciano la certificazione per il cotone e questo standard assicura che dietro al capo in cotone che acquistiamo ci sia una produzione più etica e sostenibile, che tuteli i diritti dei lavoratori così come la loro salute e sicurezza.

Con questa certificazione:

  • sono proibiti gli OGM;
  • è proibito il lavoro minorile;
  • i piccoli produttori imparano le migliori tecniche per minimizzare l’uso di acqua e pesticidi;
  • il compratore deve pagare un Prezzo Minimo (stabilito da Fairtrade) calcolato per garantire una produzione sostenibile.
 

Per maggiori informazioni: fairtrade.it

cotton_fairtrade_certificazione
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